martedì 14 marzo 2017

E io?

Però non ho capito... Se Bonbon è a digiuno per via del suo dentone, perché anch'io stamattina non ho visto la pappa?

Bubino arrabbiatino.

Dal dentista

Oggi Bonbon va dalla veterinaria per l'estrazione di un molare. C'è un'infezione, è necessario. Povero il mio vecchietto.


martedì 28 febbraio 2017

Diritti

Oggi, dopo mesi, riprendo a scrivere sul blog. Lo faccio con un contributo di Roberto Saviano.


"Fabiano Antoniani, Dj Fabo, è morto questa mattina alle 11.40 in Svizzera. Dj Fabo, tetraplegico e cieco in seguito a un incindente stradale, ha scelto di morire. Non solo per lavorare con dignità, ma anche per morire con dignità bisogna emigrare dall'Italia. E Fabo è morto in esilio perché il suo Paese, il nostro Paese, non ha ascoltato il suo appello.
"Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato con le mie forze e non grazie all’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha voluto salvarmi da questa vita, un inferno di dolore, di dolore, di dolore".
La persona che Fabo ringrazia è Marco Cappato, politico, difensore di diritti.
Cappato, in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, spiega come in Svizzera non si pratichi eutanasia a chiunque lo chieda, ma c'è assistenza medica che valuta le condizioni che effettivamente consentano di accedere alla morte volontaria. in Svizzera, appunto. In Italia, invece, nel Paese di cui bisogna parlar sempre bene, tutti sordi all'appello di Fabo. Questa è l'Italia, una bella cartolina. Un Paese in cui la vita deve scorrere senza impedimenti di sorta, senza intoppi apparenti. Tu Fabo hai potuto chiedere di finire la tua vita con umanità e hai potuto farlo con la tua voce. Ti abbiamo sentito distintamente chiedere una morte dignitosa, non esiste giustificazione possibile al silenzio che hai ottenuto in risposta. Non esiste giustificazione e urgenza possibile per la mancanza di empatia, di attenzione e di umanità del Parlamento e del Paese in cui ti è toccato in sorte di nascere e dal quale sei stato costretto ad auto esiliarti per morire. Perdonaci per aver reso la religione che crediamo di osservare talmente vuota da non saper più riconoscere un Cristo quando lo abbiano di fronte."


sabato 10 settembre 2016

Un altro gatto salvato

La squadra dei Vigili del Fuoco di Prato ha estratto dalle macerie un altro gatto, un bel tigrato che sembra essere in buone condizioni. Bravissimi i Vigili:

venerdì 9 settembre 2016

Pietro, 16 giorni sotto le macerie

Il gatto Pietro è rimasto per 16 giorni sotto le macerie. I Vigili del Fuoco che stavano cercando di recuperare qualcosa tra i detriti di una casa hanno sentito i miagolii del gatto. Portato al Posto Veterinario Avanzato di Enpa ad Amatrice, Pietro risulta in condizioni critiche ed è stato trasferito a bordo dell’ambulanza Enpa Isotta in una clinica veterinaria di Rieti.


Guarda il video su lastampa:
http://www.lastampa.it/2016/09/09/multimedia/societa/lazampa/a-giorni-dal-terremoto-salvano-il-gatto-pietro-trovato-sotto-le-macerie-5Jj3Z3oWqUcFIZhs2FjhAK/pagina.html

lunedì 5 settembre 2016

Forza Carina

I Vigili del Fuoco hanno tratto in salvo la gatta Carina dopo dodici giorni “in condizioni incompatibili con la vita", secondo i veterinari Enpa.
Carina accusa ipotermia e disidratazione grave. La situazione è incerta, il quadro clinico preoccupante. Ma Carina ha ripreso a mangiare... e noi speriamo che sian buon segno.



Più info:
http://guidominciotti.blog.ilsole24ore.com/2016/09/05/terremoto-storie-di-gatti-estratta-viva-carina-12-giorni-sotto-le-macerie-di-amatrice/

domenica 19 giugno 2016

Dopo mesi di latitanza

Eh sì, mesi. Eppure ne avrei di storie da raccontare, dei miei mici e di quelli altrui.

Comincio con una storia che mi ha fatto cadere dalla sedia (per le risate), ma anche versare qualche lacrimuccia. Ecco l'incipit, ma l'intera bio del gatto Paglianti la trovate al link in fondo al post.

Veniva di sua spontanea volontà alla stanza dove esco con i miei amici (un vecchio garage riadattato a stanza polivalente per vari bisogni del tipo cene/feste/relax) e in poco tempo diventò, come sempre succede, padrone di tutto. Aveva una poltrona tutta sua, noi gli compravamo da mangiare e lui ci degnava delle sue attenzioni. Gli avevamo dato anche un cognome, si chiamava Paglianti, e la domanda "alla stanza c'era anche il Paglianti?" diventò di uso comune.
Solo che questo adorabile gattone grigio dalla testa enorme e gli occhi gialli e malinconici, nonostante fosse docile e tranquillo come un vecchio, aveva ancora tutte e due le palle, e quando iniziò la stagione degli amori fecero sentire forte la loro presenza. Fisicamente era molto dotato, e per me fu facile immaginare che avrebbe dominato sugli altri gatti della zona diventando l'indiscusso ras del quartiere, ma mi sbagliavo. Iniziò ad arrivare alla stanza sempre sempre più malconcio. Prima zoppo, poi ferito, una sera non ce la faceva nemmeno ad alzarsi in piedi e il giorno dopo lo portai dal veterinario...

Paglianti al sole
Paglianti con il fez